Il “sesso debole” del west - Approfondimento West!

July 22, 2014

Le donne, nel vecchio West, erano senza dubbio la classica eccezione a tutte le regole. In un immenso territorio qual era il West selvaggio, solitario, duro e violento, abitato quasi esclusivamente solo da uomini, le rappresentanti del sesso femminile erano le cosiddette "mosche bianche" della situazione.

Vi arrivavano semplicemente come componenti delle numerosissime carovane che partivano dall'Est per raggiungere l'Ovest e, più raramente, come "merce" per cercatori d'oro, cowboy, avventurieri; proprietari di saloon e bordelli che le richiedevano per poterci guadagnare sopra qualcosa assumendole come ballerine o come "lucciole".

In alcuni casi vennero organizzate comitive numerose di donne che dalle grandi città dell'Est viaggiarono verso il West per stabilirvisi e alleviare così la solitudine degli uomini di frontiera che le prenderono come mogli tramite posta.

 

 

Chi si trasferiva all'Ovest mediante le carovane di carri, doveva aspettarsi che la terra che gli attendeva sarebbe stata dura e ostinata, ma nonostante ciò non perdeva la speranza di far fortuna.

 

 

I monotoni giorni sulla pista vedevano le donne attive in qualunque momento delle soste giornaliere: chi preparava l'acqua per lavare o fare il caffè, chi si prodigava per metter su un pranzo quasi decente, chi si tirava su le maniche del vestito e iniziava ad occuparsi degli eventuali pargoli.

Gli uomini badavano agli animali e alla procura del cibo, oltre che a guidare i carri durante la marcia.Le giornate di viaggio trascorrevano così, tra le faccende dei bivacchi e le letture di libri sotto il telone del carro durante le lente e interminabili marce verso la Terra Promessa.

 

Una volta giunte a destinazione, molte di esse avevano già maledetto mille e mille volte il giorno di aver lasciato la bella casa all'Est, e maledetto altrettante volte la solitudine, il vento, il sole e le fatiche che il viaggio aveva procurato loro e che la futura casa e la futura terra avrebbero riservato ancora per parecchio tempo, fin tanto almeno che non si cominciasse a prendere abitudine alla dura vita del West.

 

La maggior parte delle donne si dava da fare una volta raggiunta la terra promessa e, mentre il marito si logorava per trovare legname, preparare la terra per il raccolto, progettare e iniziare a costruire la "casa nella prateria", esse si mettevano l'anima in pace e cercavano i modi migliori per alleviare i sensi di solitudine, stanchezza e tristezza che pervadevano i bambini e loro stesse, dovevano cercare di rendersi utili in qualche modo fin quando la casa non fosse stata pronta.

 

Le donne, tra le altre cose, erano incaricate anche della raccolta di combustibile per cucinare e riscaldarsi. Nelle grandi praterie, dove gli alberi erano scarsi come l'acqua nel deserto, l'unico materiale che avrebbe potuto sostituire il legno era il letame di bisonte.

Le donne si avviavano con una carriola ed il grembiule a guisa di sacca, verso le immense distese d'erba alla ricerca del "prezioso" sterco che, opportunamente essiccato, avrebbe fornito un ottimo combustibile per difendersi dal freddo della sera e per preparare i pasti.

Quando la casa era pronta (se non era costruita con legno si utilizzavano le zolle di terra come mattoni) la donna ne diventava la regina.

Ma regina di cosa? Di quel poco che c'era!

 

Di solito si provvedeva, appena ultimata l'abitazione, all'acquisto di una stufa. In caso contrario, si procuravano fuocherelli in casa fin quando le finanze non avessero consentito di meglio.I letti erano semplici coperte stese sul pavimento di terra battuta, ma col tempo venivano sostituite da materassi di paglia.

Le pareti erano coperte con fogli catramati, ma quando non lo erano, le piogge rendevano le stanze vere e proprie "valli" in cui rivoli d'acqua uscivano dal tetto e dal muro e formavano, unendosi alla terra, una sorta di fanghiglia appiccicosa.

Non bisogna però dimenticare anche gli insetti (cimici, pulci, formiche, scarafaggi, zecche), perennemente presenti, e altri animali come scorpioni e serpenti.

 

Provate adesso ad immaginare la vita che erano costrette a vivere queste povere, ma coraggiose, donne-pioniere.

Tuttavia, nonostante le iniziali fatiche e privazioni, la maggior parte rimase soddisfatta una volta ultimati tutti i lavori di sistemazione e lasciata passare la tristezza dei primi tempi.

La vita nei campi, però, non era solamente lavoro. Il sabato e/o la domenica, di solito, le famiglie che abitavano abbastanza vicino ad un centro urbano potevano salire sul carro e recarsi in paese.

La messa era il motivo principale perché era l'unico momento in cui si potevano vedere altri esseri umani all'infuori del marito e dei figli.

Ma c'erano anche le riunioni in casa a cui partecipavano tutti i vicini della zona, dove si giocava a carte, si mangiava, si ballava e si chiacchierava.

Oltre a questo tipo di donne, c'erano anche le donne avventuriere.

Coloro che partivano per il West con uno spirito e temperamento così forte che trovavano lavoro dovunque capitasse. Classico esempio di donna avventuriera è Calamity Jane.

Carrettiera e infermiera per l'esercito, cuoca, grande bevitrice, Calamity era tutto il contrario di ciò che la leggenda ci ha sempre tramandato.

Niente romanticismo, dunque, nella vita delle donne della frontiera, ma semplicemente fatica e duro lavoro.

 

C'erano poi le donne "di città". Ballerine e prostitute dei saloon e dei bordelli prosperavano nelle città del West come Dodge City, Tombstone, Abilene.

Avevano il compito di intrattenere il cliente e di farlo bere in qualsiasi occasione. Venivano "reclutate" tramite manifesti affissi in città oppure richieste direttamente dai proprietari dei saloon.

In queste città venivano edificati quartieri completamente riservati alle "lucciole", una sorta di Robber's Roost della prostituzione, questi erano formati da saloon, bordelli e case malfamate dove le donne aspettavano i loro clienti.

Per contro, ci furono donne che si battevano contro tutto questo.

Nacquero spesso nel West movimenti proibizionistici e anti-prostituzione e alla testa di essi c'erano sempre e solo donne; sebbene molte di queste proteste fallirono, alcune raggiunsero l'obbiettivo.

 

Nel 1867, ad esempio, nel Kansas insanguinato dalla guerriglia dilagò il movimento per il voto alle donne, trascinato dalle energiche Susan Anthony e Lucretia Mott e nel 1869 il Wyoming venne costretto ad approvare il suffragio femminile.

“Costretto” perché il fatto è frutto di una grande beffa politica. Dopo le elezioni, infatti, lo stato del Wyoming si trovava in una situazione strana: i Repubblicani avevano il governatorato, i Democratici il controllo della legislatura.

Questi ultimi, convinti di mettere in difficoltà gli avversari e di riscuotere consenso presso i comitati delle suffragette, approvarono un progetto di legge per concedere il voto alle donne.

Confidavano infatti nel veto del Governatore repubblicano che, però, pur di contrastare il piano nemico, firmò la legge.

Il risultato fu clamoroso: cinquant’anni prima che l’emendamento costituzionale del 1920 garantisse il diritto di voto femminile, le donne del Wyoming erano già riuscite a strapparla dalle mani dei maschilisti.

 

Leader delle suffragette americane è stata la celebre Esther McQuigg Morris, di South Pass City (una sua statua ricorda ai visitatori del Congresso degli Stati Uniti quanto da lei fatto).

La donna iniziò la sua battaglia contestando le ingiuste leggi patrimoniali dell’epoca che la privavano dell’eredità del defunto marito, riuscendo poi a diventare lei stessa una ricca donna d’affari e, in seguito, giudice di pace della sua contea.

 

Poi c'erano maestre, infermiere, avventuriere e bandite che si spingevano nei più sperduti paesini del West e vi prendevano posto, trovandovi anche marito.

Le infermiere non erano rare nei fronti della Guerra Civile, dove spesso erano semplici volontarie.

Le maestre arrivavano invece tramite i "viaggi organizzati" di donne che viaggiavano verso le frontiere per fare qualche lavoro in seno alla comunità e incrementare così l' esigua popolazione femminile dei villaggi del West.

A tal proposito, un abitante di Nevada City (California), all'arrivo di una donna in città disse: "Era così tanto che non stavo vicino ad una donna che, quando l'ho vista, sono quasi svenuto".

Se si spargeva la voce che una donna era giunta in città, non era raro vedere uomini dei ranch spronare i propri cavalli, anche nel cuore della notte, verso città per vedere la nuova arrivata.

La vita delle donne della Frontiera non era dunque come ci è stata raccontata nei libri, film e fumetti.

Era una vita la cui parola d'ordine era “lavoro”, una vita che aveva bisogno di tutta la forza, coraggio, resistenza e durezza che solo una donna può avere.

 

Nel West, le donne, ben consapevoli dei loro diritti e della loro forza, dimostrarono agli uomini più di una volta che il West apparteneva pure a loro.

 

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