Pistoleri...tra mito e realtà - Approfondimento West!

March 27, 2014

Frutti di un’epoca violenta, i pistoleri erano persone temutissime che della violenza facevano l’essenza del loro esprimersi.

Tuttavia essere temuti non significa essere rispettati e solo di rado i pistoleri del west erano anche rispettati nel significato nobile del termine.

La gente si scansava al loro passaggio e non incrociava mai il loro sguardo, i pistoleri ottenevano sempre la ragione e pochi osavano fare pagare a loro il conto… tutto questo e altro ancora era ottenuto tramite la pura e semplice paura!

Dei pistoleri nessuno sentì parlare, in maniera precisa, fino ad almeno i primi anni ’60 del XIX secolo e solo da quel momento in poi le loro figure accompagnavano le cittadine del west, dal momento esatto in cui iniziava a circolare il denaro fino a quando lo stesso schiocco sordo dello sparo che aveva costruito una fama non scriveva la parola fine.

I pistoleri erano solitari, poco propensi allo spirito, inclini al sopruso, ottennero il loro pluridecennale momento di gloria a suon di pistolettate e con la paura, quella che insieme alla fama cresceva di città in città lungo tutta la frontiera brulicante di persone in cerca di costruire la propria vita.

Sebbene romanzati, in realtà oggi nessuno parlerebbe con toni esaltati di un delinquente che spara a un poliziotto, magari da dietro l’angolo di una casa, immerso nel buio di un vicolo; nessuno si sognerebbe di idolatrare un assassino che in una sala da gioco estrae una pistola e spara ad un altro. Né riusciremmo a provare una gioia sottile al pensiero di un criminale che spara più veloce del poliziotto di quartiere.
Bene, neppure nel west accadeva questo, ma di fatto i pistoleri si spostavano protetti dalla loro fama di velocissimi e letali uccisori di persone e non solo, lungo tutta la travagliata frontiera del west, martoriata dalla quasi completa assenza della legge e dell’ordine, i pistoleros finivano spesso per sfiorare la sottile linea di confine tra la legge e fuorilegge, mischiando le carte, giocando su ruoli opposti, sfiorando il senso di impunità e accarezzandolo, spesso tra gli applausi e i complimenti di parte delle comunità.

Laddove siamo abituati a pensare al pistolero come ad un uomo che è molto pratico e spregiudicato nell’uso delle armi, altrettanto immaginiamo che un duello sia il più classico dei confronti tra due pistoleri che dopo aver accarezzato il calcio delle loro pistole si esibiscono in una fulminea estrazione seguita dagli spari, sempre precisi e quasi sempre a segno.

Di questi due elementi, velocità e precisione, i veri pistoleri erano interessati quasi sempre al secondo. Per loro non si trattava di recitare in un film e fare spettacolo, ma di mettere in gioco la pelle e la difesa di questa passava certamente per l’accuratezza della mira. Le pistole, tra l’altro, solo in qualche caso venivano “regolarmente” portate alla coscia dentro una bella fondina in cuoio; era facile che un uomo la tenesse dentro la cintura dei pantaloni, dentro una tasca o una fodera o persino dentro la giacca.

Poi, dobbiamo anche sottolineare che il fucile era di gran lunga preferito alla pistola.

Le pistole, infatti, erano meno potenti e più imprecise dei fucili, per cui la difesa della vita era più semplice con un buon fucile. A questo punto visto che ai pistoleros importava di essere precisi e, se possibile, di avere a portata di mano un fucile, non resta che dirci che un altro elemento fondamentale dell’agire del gunfighter era “colpire l’avversario”. Non colpirlo “qui o lì”, ma… colpirlo!

I report di cui oggi si dispone al riguardo dei duelli e delle sparatorie ci consentono di dire che quest’ultimo non è un aspetto così scontato come saremmo portati a pensare guidati dalla cinematografia western classica. Era facile, infatti, che gli sparatori esaurissero tutti i colpi a disposizione senza essere riusciti a colpire l’avversario, anche all’interno di spazi chiusi come quelli di un saloon.

Altro mito da sfatare è il numero dei morti ammazzati ad opera dei pistoleri.

Passando dai famosi 21 uccisi (“non contando i messicani!”) dal ragazzino terribile Billy The Kid e dagli “oltre 40″ di Wes Hardin, se il numero degli assassinati fosse un criterio assoluto attraverso il quale selezionare i pistoleri, per rientrare nella cerchia dei veri pistoleros si dovrebbe partire da almeno 8 tacche nel calcio della pistola; invece i fatti ci dicono, ad esempio, che il grande e famosissimo Bat Matserson uccise probabilmente una sola persona in tutta la sua carriera di pistolero e sempre nel corso della sua benemerita carriera, fu coinvolto in solo 3 sparatorie da gunfighter!

Insomma, il pistolero vero in carne e ossa (e Colt!), sparava solo in certe e sporadiche occasioni e in poche tra queste diventava letale.

Un’altra cosa che balza immediatamente agli occhi parlando di pistoleri è che queste pericolosissime persone usavano le armi da fuoco come strumento di lavoro; ecco che allora sfioriamo quella famosa linea cui abbiamo fatto cenno all’inizio, quella labilissima linea di demarcazione tra il bene e il male.

I pistoleri che si accostavano al campo della legge erano tanti; in fondo si trattava di usare le armi per guadagnarsi uno stipendio in attesa di occasioni migliori e poi, vogliamo mettere i vantaggi che si avevano nel portare una stella?

Altre occupazioni tipiche erano il cacciatore di bisonti, il detective privato, lo scout dell’esercito, il rapinatore, il ladro o, persino, il sicario prezzolato; così il pistolero era in grado di passare un anno nell’oscurità tipica del fuorilegge, sempre in fuga da qualcuno o qualcosa, e l’anno dopo, in perfetta serenità, infilare la stella dello sceriffo nel gilet.

 

Se è vero che il west, come ci piace immaginarlo, è in parte frutto della fantasia, allora le caratteristiche che fanno di un pistolero “il pistolero” devono essere ricercate più nello stile oscuro del loro agire che nei numeri dei fatti concreti; perchè quei fatti concreti, ossia le uccisioni, i duelli o gli scontri a fuoco (tralasciando gli agguati vigliacchi) sono in numero inferiore a ciò che amiamo pensare.

Il west era violento, talvolta perfidamente nero, ma era più un clima che il vero risultato di scontri a fuoco e assassini.

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